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Un blog per chi ama ridere e far ridere

2009 September 18
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Posted by esposito.guido@gmail.com

http://miscredente09.blog.com

risata-21

Dove puoi proporre la pubblicazione di un tuo post divertente o segnalarne qualcuno letto in giro che ti è sembrato particolarmente esilarante.

Insieme al post verranno pubblicati il nick dell’autore e l’indirizzo del suo sito.

Prima della pubblicazione, verrà chiesta l’autorizzazione all’autore.

Puoi proporre la pubblicazione dei post scrivendo a esposito.guido@gmail.com o scrivendolo nella zona commenti di questo post; verrà copiato e incollato sul blog.

Facciamo di questo blog una Palestra del Buonumore!


Lascia una traccia del tuo passaggio nella zona commenti.

Grazie!

Puoi scrivere al gestore esposito.guido@gmail.com

Una favola rivisitata

2011 September 12
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Posted by esposito.guido@gmail.com

La Cicala e la Formica

C’erano una volta una Formichina e una Cicala strette tra loro da una sincera amicizia.

Si vedevano poco, per la verità, perché la Formichina non faceva altro che lavorare per tutta l’estate e fino all’autunno inoltrato, mentre la Cicala  pensava solo a suonare e cantare. La Formichina non si godeva le belle giornate di sole e neppure andava in ferie, non perdeva il suo tempo al bar a chiacchierare con gli amici, mentre la Cicala cantava e suonava in allegra compagnia e non si curava dell’inverno che incombeva.

Quando l’inverno arrivò, la Formichina era esausta per il tanto lavorare ma felice perché poteva rifugiarsi nella sua tana, modesta sì, ma piena zeppa di semi e granaglie varie. “Adesso che arriva la mia amica Cicala, affamata e infreddolita come al solito,  a chiedermi cibo e asilo, so ben io come trattarla” intanto pensava.

E infatti, di lì a poco, si sentì chiamare dall’amica, aprì la porticina avendo già pronta la risposta da dare alle richieste di quella sfaccendata; ma quale non fu la sua meraviglia nel vedere la Cicala a bordo di una fiammante Ferrari, ricoperta di una calda pelliccia di visone e adorna di gioielli, che le disse:

- Ciao, mia cara amica. Io parto per Parigi dove trascorrerò l’inverno. Puoi, per favore, dare un’occhiatina, di tanto in tanto, alla mia casetta?

La Formichina le rispose:

- Senz’altro! Ma che ti è successo? Dove hai trovato i soldi per andare a Parigi e comprarti tutto questo ben di Dio?

E la Cicala le rispose: – Beh, sono stata ben fortunata. Alcuni giorni fa ero lì che suonavo e cantavo quando mi si è avvicinato un procuratore affascinato dal mio canto, mi ha voluto portare in una villa ad Arcore in cambio a mia scelta di un posto di ministra o un contratto per esibirmi in TV. E così ho scoperto che ero seduta sulla mia fortuna. Vado a Parigi per una serie di concerti. A proposito, ti serve niente di là?

- Sì, rispose la Formichina. Se incontri La Fontaine, mandalo affanculo da parte mia!

Un altro sonetto di orsopio

2009 December 4
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Posted by esposito.guido@gmail.com

http://arieccol0rsopio.blog.kataweb.it/

Alti lai

alti-lai-orsopio

“VIA IL CAPPELLO” di Marina Pierani

2009 November 25
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Posted by esposito.guido@gmail.com

Questo delizioso post è preso, con l’autorizzazione dell’autrice, dal blog che vale la pena visitare

http://www.ineziessenziali.blogspot.com/

via il cappello!

Mi è capitato di leggere il menu di un ristorante alla moda. Esso prevede, oltre ad un croccantino di foie gras con tortino di porri e tartufi, di cui riesco solo vagamente ad immaginare il prezzo, questi altri piatti scelti a caso:

“Capesante umide con broccoli pancetta e sorbetto al Campari”

“Lasagnetta al nero di seppia con trippa scampi menta”

“Ricordo di un panino alla mortadella”

“Compressione di una pasta e fagioli”

Gli chef che si esibiscono nel locale, per trascinarmi nel quale dovreste afferrarmi per i capelli e mazzolarmi con una clava, definiscono il loro lavoro “performance”.

La performance promessa mi sembra di difficilissima attuazione.

Il perchè è presto detto.

Non mi chiedo chi convincerà le capesante ad accompagnarsi al sorbetto di Campari, ché, si sa, le capesante hanno un penchant per gli alcolici, ma chi riuscirà ad indurre broccoli e pancetta, gente dal temperamento forte, deciso e poco amichevole, a fare amicizia con le capesante!

Quanto al secondo piatto, il problema non è tanto, secondo me, nel far socializzare la trippa con gli scampi. La trippa è di buon carattere, si sa. Ma ciò nonostante sarà difficile convincerla a lasciarsi affogare nel nero di seppia. La trippa infatti è un soggetto un po’ schifiltoso e il nero di seppia gli sa di sporco. Valla a convincere, lei abituata a lavarsi per ore sotto l’acqua corrente!

Ma immaginiamo di riuscire in questo difficile lavoro pedagogico verso capesante, trippa, broccoli, pancetta eccetera perché si aprano reciprocamente all’altro e all’accoglienza del diverso.

Immaginiamo anche di risolvere in via amichevole il problema del Ricordo di un panino alla mortadella. Diciamo che siamo pronti a dedicare alcuni minuti a ricordare i panini alla mortadella che nostra madre ci preparava con la mortadella appena tagliata e la rosetta fresca o, suprema epifania, con la pizza bianca calda.
Resta naturalmente lo scoglio rappresentato dal fatto che il ristoratore prevede che noi si paghi per ricordare il panino della nostra infanzia. E’ vero che consideriamo la mortadella come le nostre madeleines nazionali ma siamo perfettamente in grado di ricercare da soli e gratis il nostro tempo perduto.

Il vero problema è quello della Compressione di una pasta e fagioli.
Qui entriamo nel penale. Una pasta e fagioli, in qualsiasi variazione regionale la prepariate, resta una creatura vivente! Reale e insieme simbolica, un archetipo e insieme una persona di casa. Viva, vitale e vitalizzante. Tanto è vero che parla. Io la sento sempre, distintamente, quando la preparo: lasciami respirare, mi dice; non mi impastoiare troppo, lasciami fluida ma non sciacquosa per carità! lo sai che mi sento bene solo se sono corposa ma non vischiosa. E io eseguo, con cura amorevole.
E loro la vogliono comprimere? Com-pri-me-re??? Anatema! Che tutti i coltelli da chef del ristorante principino a roteare vorticosamente intorno alle loro teste sacrileghe! Che li trafiggano infine, inchiodando le loro mani blasfeme sul tagliere di legno.
Dixit.

Intanto io mi preparo a promuovere una class action contro il ristorante ed i suoi complici.
Saremo io, i fagioli, la mortadella, la trippa, le capesante e i broccoli contro il resto del mondo.

Chi vuole può unirsi a noi.

Ma che male ti ha fatto la casalinga di Voghera?

2009 October 20
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Posted by esposito.guido@gmail.com

Post dal mio blog  http://miscredente 08.blog.kataweb.it

Che male mi ha fatto? La casalinga di Voghera va abbattuta!

Ma va?! Perché?

Prima di tutto, quando la sento nominare, mi viene subito in mente Iva Zanicchi, e già solo per questo…

Ma che c’entra la Zanicchi che neppure è di Voghera?

E non lo so. Ma da quando, durante la campagna elettorale che portò per la prima volta il Silvio al governo,  in una trasmissione televisiva, ebbe ad esclamare, proprio a proposito di quest’ultimo:

“Ma che ci costa? Noi proviamolo! Poi, se non va bene, lo cambiamo!” io, da allora, la identifico con la casalinga di Voghera, pur sapendo che non è di Voghera e non fa la casalinga!

E allora?

Una volta, parlo dello scorso inverno, presi un giorno di ferie e ne stavo approfittando per aggiustare la tapparella della cucina che s’era incastrata e rimaneva chiusa da una settimana, talché dovevo operare in cucina con la luce accesa anche di giorno.

Ancora mezzo assonnato, premo il tasto del televisore per qualche TG e mi preparo intanto gli arnesi occorrenti alla bisogna. Il mio televisore è uno di quelli del vecchio stampo e ci mette un po’ di tempo a riscaldarsi. Mi ero ormai pure dimenticato di averlo acceso, quando sento squillare il telefono. Alzo la cornetta, ma il telefono mi dà libero. Riattacco, e lo sento ancora suonare. Poi mi accorgo che non è il mio telefono a squillare, ma è Magalli dal televisore che chiama un concorrente a non ricordo più che tipo di gioco imbecille.

Quando una voce risponde “pronto” allo squillo del Magalli, resto quasi imbambolato a guardare il seguito della cosa.

Magalli: – Pronto. Qui è Magalli… Lei è collegata con la trasmissione (mi sono scordato pure il nome… Piazza pulita… Piazza d’armi… insomma una piazza del genere) Chi è al telefono?

Voce femminile: – Sono io. Complimenti per la trasmissione! (Che te possino ammazzà!)

L’assistente di Magalli (devo dire, una bella trifolona): – Grazie, signora. Qual è il suo nome?

Voce: – Sono Annamaria!

Magalli: – Ah, Annamaria. Che bel nome! (Che bel nome Annamaria?! Mah!) E da dove chiama?

Annamaria: – Da Voghera. (Eccallà!)

Magalli: – Ah, da Voghera! Bene! (Se non era Voghera, mica tanto bene!) E cosa fa di bello nella vita?

Casalinga di Voghera: – Sono casalinga. (E che può fare di bello nella vita una che alle 9 e tre quarti sta a casa? O la casalinga o sta in ferie per aggiustare la tapparella della cucina, no?)

Mag.: - Guardi, signora. Lei può vincere il nostro montepremi che assomma a 300 euro, ma…

CdV. : Uh, che bello! Così mi compro un ferro da stiro nuovo e pago una rata del mutuo casa! (Una rata del mutuo casa con 300 euro? E dove vive la signora in un pollaio?)

Mag.: – Sì, Annamaria, ma lei prima deve rispondere ad una semplice domanda. Se la risposta sarà quella giusta, vincerà il nostro montepremi, che non è molto, ma è pur sempre una bella cifretta.

CdV: – Ah, una domanda? E mi date un aiutino? (Madonna, eccola là con l’AIUTINO!)

Mag.: – E io ancora devo farle la domanda , Annamaria. Lei già vuole l’aiutino?

CdV: – Ah…sì…, è vero. Ha ragione. Complimenti per la trasmissione! ( Che t’aripossino..!)

Mag. : – Grazie, Annamaria. Annamaria, stia attenta! Lei ha un minuto di tempo dopo che le ho fatto la domanda. Se risponde entro questo tempo, il montepremi sarà suo. È pronta?

CdV :- Io… sì…sono pronta. Dio, che emozione!

Mag. : – Dunque, un minuto di tempo si ricordi, Annamaria! Questa è la domanda: Di che colore era il cavallo bianco di Napoleone? Un minuto di tempo, via!

CdV:- Un minuto… sì… il cavallo di Pappagone..?

Mag. :- No, Annamaria, non di Pappagone. Di Napoleone! Guardi, le ripeto la domanda. Ma faccia presto a dare la risposta. Il tempo passa! Di che colore era il cavallo bianco di Napoleone? Di Napoleone, Annamaria!

CdV. : – Ah … sì… di Napoleone… e posso avere un piccolo aiutino? (Mo l’AIUTINO lo vuole piccolo. Si è ridimensionato il fatto! Una picconata nella schiena, altro che aiutino ti darei!

La notte successiva faccio questo sogno: sto sul molo del porto della mia cittadina. Ad un tratto sento gridare: “AIUTINO! AIUTINO! E vedo Iva Zanicchi che è caduta in acqua, non sa nuotare e sta per affogare e grida


AIUTINO!

Che faccio glielo do l’aiutino? Ma si, va! Strappo il tappo di sughero dalla bottiglia di vino di un portuale che fa colazione lì, nei pressi, mi avvicino il più possibile sul molo al punto in cui sta annaspando Iva, la casalinga di Voghera e: – Tie’, beccati l’aiutino. E le lancio il tappo di sughero! Poi mi sveglio di soprassalto col cuore che mi va a mille! Sono le quattro e un quarto e non riesco più a prendere sonno. Maledetta la casalinga di Voghera!!!

Come è finito il fatto della domanda, mi chiederete?

Niente, il minuto è passato e la casalinga di Voghera non ha dato la risposta. O l’ha data non mi ricordo …il colore che ha detto… se non mi sbaglio ha detto, paonazzo… verde a pallini blu… non ricordo. Alla fine Annamaria è tornata delusa e amareggiata al suo ferro da stiro. Di lì a poco ci è rimasta attaccata, fulminata da una scarica elettrica da 220 volt. Ah! Meno male! Una casalinga di Voghera in meno che non potrà più chiedere l’AIUTINO!

La banca poi, per recuperare il debito del mutuo casa di Annamaria, ha messo all’asta il pollaio.

bokk74 * Er partito der Grillo *

2009 October 16
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Posted by esposito.guido@gmail.com

Prelevato dal blog di bokk74

http://bokk74.blog.kataweb.it/

lunedì, 5 ottobre 2009

Disse Belli: “Io so’ io e voi nun sete un cazzo!”
Er Marchese der Grillo l’ha ccitato,
da allora ripetuto e straabbusato,
pe’ rintuzzà l’intrighi de palazzo

e l’aroganza dei potenti a mazzo,
e ccontro ’sti potenti a tutto fiato
se scaglia ‘n artro Grillo ‘ndiavolato:
er vaffanculo suo nun è ‘n sollazzo!

Magara è populista quant’abbasta,
però vojjio dàjjie fiducia, co’ Ddi Pietro,
de chi combatte ‘n po’ ccontro la casta…

Poi, doppo quindici anni de saccheggio,
de schiaffi in faccia e cazzi ner didietro…
è ‘mpossibbile de poté’ ffa’ ppeggio!

Con un po’ di ritardo

2009 October 16
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Posted by esposito.guido@gmail.com

8 ottobre, 2009  by guisito Blog ammiraglio

http://miscredente08.blog.kataweb.it

honest-scrap-award1

Ottempero con un po’ di ritardo all’obbligo che scaturisce dal fatto che 1, 2, 3 stella

http://stellablog.blog.kataweb.it/

ha voluto, bontà sua, conferire questo premio al mio blog.

Io ti ringrazio, Stelluccia del mio cielo un po’ sgualcito, e mi accingo a fare il dovere che tale generoso conferimento mi impone.

Mi sono interrogato a lungo ed infine ho deciso di aprire lo scrigno dei miei segreti e comunicare al mondo del web, che certamente è stato finora in spasmodica attesa, queste 10 verità riguardanti la mia vita.

Quando assisto a una partita di calcio, specialmente al derby Milan – Inter, spero sempre che perdano entrambe; non succede mai, perché a questo mondo non c’è giustizia.

Nelle corride faccio il tifo per il toro.

Non ho paura del Vesuvio, è lui che ha paura di me.

Preferisco essere l’eccezione che conferma la regola.

Qualunque cosa dovesse succedere, io non ci sono.

Mi chiedo perché una rondine non fa primavera, ma poi mi ricordo che siamo nel mese di ottobre e me ne faccio una ragione.

Faccio sogni ricorrenti; uno in particolare mi ricorre ogni notte e mi arriva sempre tutto sudato.

Sono certo che morirò di una malattia a decorso benigno, perché la vita ama prendermi per il culo.

Se il bicchiere mi appare mezzo vuoto non è perché sono pessimista, ma è perché quel deficiente di mio cognato Gerardo, mentre ero distratto, se n’è bevuto metà.

10° Non vorrei morire, vorrei essere già morto.

11° Sconfino sempre; mi piace andare oltre i limiti.

Ora dovrei indicare 10 blog che apprezzo più di tutti, ma siccome odio le limitazioni, i blog che indico come preferiti sono tutti quelli che appaiono sul mio blogroll. Pertanto tutti possono prelevare il premio e cucinarselo nel modo prescritto dalla consuetudine premiale.

Spero di avere così soddisfatto l’interesse che l’universo web nutre verso di me.

Vi amo tutti, ma non ve ne approfittate.

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Postato in: premi

Amleto? un eroe dark

2009 September 18
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Posted by esposito.guido@gmail.com

Un post dal blog  di Marco il bibliofilo – Un paio di uova fritte

http://ilbibliofilo.wordpress.com/

amleto1

Per la serie “eroi shakespeariani, buoni e cattivi” oggi si parla di Amleto.

Difficile parlare di Amleto senza ripetere cose dette e ridette. Ad esempio che

* è affetto da un “Edipo non risolto” verso la madre (Freud, Lacan e compagnia bella): odierebbe lo zio Claudio anche non ci fosse stato alcun omicidio
* sarebbe un pessimo re, se lo diventasse (Binswanger): nevrotico, morbosamente sospettoso e sostanzialmente sadico; condivido: chi lo vorrebbe come capo di stato uno che, quando non va di notte a parlare con i fantasmi, frequenta cimiteri e si diverte a interrogare un teschio?
* è un militarista: ammira le imprese belliche di Fortebraccio (e lo designa come erede), dispiacendogli molto di non essere come lui; e comunque anche papà (Amleto primo) non era un granché: quando parla al figlio delle “fiamme lancinanti” a cui è sottoposto, si capisce che al Country Club Paradiso non lo hanno ammesso

Aggiungo perciò solo un paio di considerazioni.

Atto terzo, scena terza.

Re Claudio è inginocchiato, in un momento di rimorso (anche i re hanno un briciolo di coscienza). Amleto potrebbe scannarlo senza problemi, ma non lo fa. “Lo manderei in paradiso…”

Molti hanno sostenuto che Amleto non ha le palle di uccidere lo zio e che queste disquisizioni sull’altra vita sono solo una scusa per autogiustificare la sua indecisione.

Dissento. Nella Londra elisabettiana all’Inferno ci credevano davvero (ancora oggi la parola “Hell” è considerata pochissimo elegante, figurati allora…) e il ragionamento di Amleto era perfettamente plausibile: non basta uccidere un uomo per considerare vendicata la morte delle sue vittime, BISOGNA CHE LA SUA ANIMA BRUCI PER L’ETERNITA’.

Sennò che vendetta è?

Atto quinto, scena seconda.

Per vendicarsi bene, Amleto uccide Claudio DUE VOLTE. Prima con la spada (e basterebbe: c’è un veleno potentissimo sulla lama) e poi gli fa bere il resto del veleno dalla coppa. Niente male per un “irresoluto”.

E così va all’inferno anche lui (ma vuoi mettere la soddisfazione…). Salutaci papà.

Per oggi basta così.

TROPPO BUONISMO!

2009 September 11
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Posted by esposito.guido@gmail.com

Postato martedì 21 ottobre 2008 sul mio blog  http://miscredente08.blog.kataweb.it


Secondo me, sulla bloggosfera circola troppo buonismo.

Mi sembra come tutte quelle trasmissioni della TV dove c’è il pubblico che applaude ad ogni cazzata che dice il presentatore o l’ospite d’onore. Mai un fischio o una pernacchia, eppure ci sarebbe motivo di indirizzare qualche variegato cesto di ortaggi alla volta di certi decerebrati che vengono in TV a sparare cavolate.

Sarà che la verdura ha raggiunto prezzi astronomici?  Ma un fischio e una pernacchia non costano niente, al massimo, se esageri troppo nell’espellere il fiato ci puoi rimediare un’ernia.

Hai notato che non passano più di 40 secondi e parte un applauso solo perché il più deficiente degli opinionisti improvvisati ha aperto la bocca?

Si applaude perfino Valeria Marini e Margioglio, Giucas Casella perché ha detto “solo quando lo dico io” e Luca Giurato perché ha detto di tutto tranne che una cosa intelligente.

Si applaudono comici che in preda ad una crisi d’identità, fanno piangere invece che fare ridere. Insomma in Tv prendono applausi cani e porci.

La stessa cosa succede nella bloggosfera.

Timmy07 fa un post dove dice: “Sapete, ieri il mio gattino Puppi di 3 anni e  4 mesi, per la prima volta, ha fatto la pipì, invece che sul tappeto, l’ha fatta proprio al centro della cassetta con la sabbia. Che amore!”

E parte una scarica di 36 commenti, tutti a dire: “C’hai una Puppi da paura” .

Un altro: “ E’ da una vita che sogno una Puppi così: come sei fortunata!”

Qualcuna: “ Bellissimo il tuo post, ho pianto per tre giorni!”

Qualcun’altra ancora: “ Puppi for president”.

E ce ne fosse stato uno che gli avesse detto: “A me nun me ne fotte proprio!”

Blogghettari, un po’ più di veleno nei commenti  e qualche sano improperio! Prendete esempio da Grillo che spara vaffa… a tutta birra. Un po’ più di cattiveria e meno buonismo, cribbio!

Un sonetto in romanesco di Orsopio

2009 August 25
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Posted by esposito.guido@gmail.com

Orsopio scrive un sonetto al giorno prendendo spunto dall’ attualità. Il suo blog

http://arieccol0rsopio.blog.kataweb.it/

sabato, 22 agosto 2009

Zio Goffredo

zio-goffredo2